Il Pianeta di Spiff

La Terra vista da qui non sembra una palla - Appendice

martedì 19 aprile 2011

Prendere e partire. Lasciare la famiglia e mettersi in macchina. Quello che ho fatto anni fa. Bagagli mobili e gatte ad inseguire l’illusione di un amore e l’avverarsi di un desiderio. Poi torno, ma ogni volta sono più distante e fuori dal giro. E rimettersi in auto per tornare dalle gatte e dai mobili.
Il peso dentro di essere distante dalla famiglia, di non aver costruito nulla, di lavorare troppo. C’è chi si lamenta che non ha lavoro e io il contrario. Baratto la mia vita per uno stipendio più alto della media. Gallerie. Non sono più lì, non sono di dove vado. La mancanza di un sostegno forte, di un’ancora. La metafora della vita come un viaggio in mare. Chi vi naviga in acque alte, chi fa cabotaggio. Ma non è il come si fa, ma con cosa. La mia Panda bianca è una barca che fa acqua, trascinata dalle scie, instabile, precaria. Gallerie. Il cielo non è più azzurro. È bianco con una punta di azzurro. Prati, alberi. Tutto attraverso il velo bianco di umidità e smog. Privo di nitidezza. Penso a quanto stia sprecando della mia esistenza. Quanto mi manca. Come sia solo. Come vivo senza appoggi. Come io non sia. E non riesco neppure a piangere perché è un peso che poggia sul vuoto. Un’ombra su di un’altra. Il Piave. Cercare se qualcuno sta prendendo il sole. Compiacersi dei propri pensieri. Sapere di dire cose intelligenti molto più di quanto facciano molti altri e aggrapparsi a questa consapevolezza che è condanna al dover pensare e vanto di una superiorità che muore dietro questo volante. La metafora della vita come una strada. Piano veloce con la panda la ferrari da soli in compagnia ridendo seri. Da solo. È difficile sopportare la solitudine quando si ha voglia di **opare. È insostenibile quando si ha voglia di voler bene. Forse mi basterebbe solo **opare. Chi non **opa è triste, inca**ato o fa opere d’arte. Se poi uno è un artista poi trova anche da **opare, ma è incidentale, prima di tutto è un artista perché ha delle priorità. Piatto. Piatto. Piatto. Piatto. Tralicci. Casa. Piatto. Fiori gialli. Boschi regolari di alberi. Sincopati. Treespotting. Un trattore alza polvere arida. Piatto. Piatto. Antenne. Un treno. Centinaia di str***i in auto liberi di schiantarsi come vogliono e dove vogliono e centinaia di str***i incasellati dentro un treno che può andare solo su quei binari. Monselice terme euganee boara cavarzere occhiobello. Autostrada piatta per posti senza fantasia. Un mio pregiudizio, me ne rendo conto. Posti dove **opare è l’unica emozione al vivere. Ancora cado nel mio pregiudizio. Nascondere in un sessantanove l’incapacità di prendere per mano qualcuno. O l’impossibilità. Mi iscrivo ad un sito di appuntamenti. Adult friend finder, Max diceva che si trova. Si paga e si trova. Sesso a pagamento. Sono stato educato alla parità tra uomo e donna e pagare mi farebbe intendere che sono in svantaggio di f**a e in vantaggio di soldi e potere. Ci sta in quest’italia di nani e ballerine. Forse questo non è il mio paese. Lasciare tutto questo verde per sei mesi di buio di una Svezia, per la metropoli, per il boh del Canada. Ci dovevo pensare e buttarmici vent’anni fa. Non ora. Aspetto che i miei se ne vadano e poi vado? Tra dieci anni? Quindici? Chissà quante altre ragazze dentro queste auto hanno voglia di **opare come me? Aree di sosta attrezzate per la **ombata della domenica pomeriggio. Dovrebbe esserci una legge per istituirne l’obbligatorietà. Della **ombata la domenica pomeriggio. Così non sarei reperibile. Perché la legge lo vieta. L’Adige. Un vicino del mio Piave, ma non è quell’Adige. Questo è indolente, grasso d’acqua. Ha passato Verona, Rovigo. È come un vescovo, non sa un ca**o delle sue pecorelle e va avanti per i fatti suoi. Una ipsilon. Sassari. Una ragazza sarda con i lineamenti spigolosi delle sarde. Come sono belle le ragazze della Sardegna. Una coppia dentro una ma che ca**o di macchine fanno adesso. Seri. Se devo fare un viaggio in compagnia voglio ridere e sorridere. Nella mia panda è obbligatorio almeno sorridere se vieni con me altrimenti viaggio solo e vivo solo. Anche se pesa talvolta. Sto bene, mi faccio da mangiare, stiro, pulisco. Basto a me stesso finché ho questa età poi peserà sempre più affrontare i raffreddori senza il timore di attaccarli a qualcun altro. Sassari l’ho superata ora lei supera me. Ha sfondato il muro dei centodieci. Ferrara nord. Così bella di sera con la raffineria di non si sa cosa illuminata. Cioè illuminata dei neon e delle luci. Non si sa cosa raffina. Qui si esce anche per andare al crematorio. Ferrara ha il crematorio. Ravenna. Mantova. Parma. Faenza. Spinea. Tra un po’ Cesena. Reggio ha chiuso. La gente dovrebbe farsi tutta cremare. Non è che se di te non resta nulla - se non un po’ di etti di cenere - poi si dimenticano o resusciti con quel che c’è nella cassa. Dopo trent’anni resta me**a. Ti infilano in una vasca di zinco, saldano e mettono il coperchio di legno. È come una banana dentro un tapperware. Dopo trent’anni che te ne fai di un tapperware con i resti di una banana? O di un essere umano? In italia muoiono circa seicentomila persone in un anno. Se tutte andassero in tomba servirebbero un milione duecentomila metri cubi di nuovi cimiteri ogni anno. Ferrara sud, Altedo, Bologna interporto. Che ca**o è un interporto? Com’è fatto? Perché mi fai i fari? Non è che se la panda viene spinta da un fascio di fotoni la sua velocità si approssima a quella della luce. Sempre centodieci. Tangenziale. Emmebi. Queste targhe nuove. Monza Brianza. Kr, po, lo. Esotiche per uno che sapeva a memoria tutte le vecchie province. Emmebi è carica di vecchi. Me li immagino così quelli traghettati da Caronte, indifferenti, sguardo fisso avanti. L’espressione dei morti dentro la bara. Quando uno muore apre la bocca, ha l’aspetto di uno sorpreso dalla dama nera, poi lo sistemano vestito a festa dentro il cofano e parte su una fiat targata emmebi. Alberi da frutto. Reti per la grandine sopra alberi da frutto. Mangiamo frutta che nasce a dieci metri dalle strade più trafficate del paese. Area di sosta. Niente bagni, niente acqua. Area di parcheggio. C’è un camion. Farei una legge per la **ombata la domenica pomeriggio. Una legge ad personam che è tanto di moda ché tanto degli altri non mi frega niente. Casello. Uscita. I glicini sono ancora in fiore. Come ieri.

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3 commenti:

rosablurg ha detto...

Venezia-Mestre. Non di Sassari ma sarda. Forse dieci chili in meno e cinque anni di più mi hanno cambiata. Il mio amore è veneto.Io sono veneta, adesso.Mia figlia non mi vuol più vedere, è rimasta lì. Andare via, volare in Canada, 5 anni fa avevi detto che avresti voluto farlo. Io ti dissi:devi prima essere felice dove sei. Non si scappa dall'infelicità. Si cerca la felicità nel cuore. E se non la trovi, scopi la domenica o cerchi di tirare avanti ancora 5 anni, finchè non trovi l'amore, come me. In bocca al lupo. ghita.

Luca ha detto...

La città - Costantinos Kavafis


Hai detto: "Per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina".

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c'è nave non c'è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l'hai sciupata su tutta la terra.

Spaceman70 ha detto...

@rosablurg grazie ghita. crepi il lupo.

@Luca belle parole. grazie