Il Pianeta di Spiff

La Terra vista da qui non sembra una palla - Appendice

martedì 11 dicembre 2007

litroenergia


Alla MPK Co. la chiamano Litroenergy™ (Litroenergia, in italiano (?)). Si tratta di una tecnica per imprigionare all'interno di una vernice o di un materiale plastico delle microparticelle (Litrospheres™, Litrosfere (?)) che emettono luce.
Un bagliore continuo equivalente ad una lampadina da 20 Watt (ma quanta superficie? quanti lumen?... non è dato saperlo).
Le microsfere si possono mescolare con vari pigmenti per dare alla luce il colore desiderato. La loro vita è di dodici anni, non sono dannose per la salute perché non emetterebbero radioattività né raggi UV e avrebbero un costo di 0,25€ per una superficie di 20cm x 25cm (spessa 3mm).
Questo il riassunto del comunicato stampa.
Un'ipotesi plausibile di cosa si tratti è data in questo sito. Secondo quest'ultimo si tratterebbe di trizio, un isotopo radioattivo dell'idrogeno. I raggi beta emessi dal trizio colpiscono dei fosfori che poi danno la luce.
Il trizio ha un tempo di dimezzamento di 12 anni e mezzo (da cui l'indicazione precisa della durata del materiale) dopo di che, evidentemente, la brillantezza del materiale è solo la metà di quella originaria.
Le particelle beta sono, a dire il vero, pericolose per l'uomo, ma si possono bloccare con una semplice pellicola di plastica. La quantità di trizio presente nel materiale sarebbe comunque estremamente bassa da cui l'assoluta innocuità.
Anche l'intensità della radiazione luminosa non è altissima, non è una tecnologia top 100 (non rimpiazzerebbe l'utilizzo di fonti luminose quali led e lampadine), però il materiale ha un numero molto vasto di possibili usi, soprattutto per quel che riguarda la segnaletica stradale e la sicurezza al buio.

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