Il Pianeta di Spiff

La Terra vista da qui non sembra una palla - Appendice

Visualizzazione post con etichetta tecnologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tecnologia. Mostra tutti i post

venerdì 20 marzo 2009

cellulare... automatico

Il costruttore di orologi Ulysse Nardin assieme alla SCI Innovations hanno sviluppato il progetto di un telefono mobile parzialmente meccanico. Il "Chairman", questo il suo nome, utilizza l'energia cinetica prodotta da un rotore per ricaricare la batteria che, quindi, dev'essere attaccata alla presa di rete molte meno volte rispetto ad un normale cellulare



Fonte gizmag

lunedì 28 aprile 2008

elettricità dal deserto



In Germania, Paese in cui si parla di energia e si fa anche qualcosa di serio in merito, lo Spiegel Online ha pubblicato un dossier sul possibile utilizzo di fonti rinnovabili per soddisfare le necessità di Germania, Europa e mondo intero.
Nella foto qui sopra sono evidenziate le aree di pannelli solari/termici che servirebbero per l'energia delle tre realtà menzionate.
E' evidente che non si debbano fare tali impianti di quelle dimensioni! E' altrettanto evidente che non debbano necessariamente essere in Africa e che le perdite di energia nel trasporto sarebbero notevoli.
Lo schema vuole solo dimostrare che non occorrono grandi dimensioni, che si possono costruire gli impianti (più piccoli) dove ci siano già delle centrali analoghe o dove ci possano essere le condizioni più favorevoli.
Meno male che qui in Italia si pensa al nucleare! Non sia mai che diventiamo ecologici!

link

lunedì 11 febbraio 2008

nostalgia ca... ssetta


Sito di foto di audiocassette.
Sniff... Che nostalgia!

lunedì 4 febbraio 2008

celle fotovoltaiche efficienti all'80%


Attualmente i migliori (e assai costosi) pannelli fotovoltaici hanno un'efficienza che arriva al massimo al 40%: il materiale semiconduttore viene colpito dai raggi solari, si muovono degli elettroni nel pannello e questo dà la differenza di potenziale tra le due facce delle celle.
A cambiare tutto sembrerebbe l'arrivo di Steven Novack, ricercatore degli Idaho National Laboratories (INL), con la sua scoperta. Un pannello fotovoltaico, economico, con un'efficienza dell'80%. Come può essere? La cella è formata da microantenne a forma di spirale che catturano gli infrarossi, radiazioni che vengono emesse in abbondanza dal sole e che sono presenti in minima quantità anche di notte.
Il materiale sarebbe piuttosto semplice da produrre, da qui la sua economicità, e sarebbe inoltre ripiegabile come un foglio, con un vantaggio notevole su trasporto e montaggio.
Ora, mentre catturare l'energia non è un problema, sorge l'ostacolo dell'utilizzabilità. Quella che resta imprigionata nelle celle è corrente alternata ad alta frequenza (10milioni MHz (contro i 50-60 Hz della corrente domestica!)): occorre convertirla in corrente continua immmagazzinabile in batterie.
Il team di Novack e Kotter sta lavorando all'utilizzo di un raddrizzatore o di un condensatore all'interno di ogni microantenna senza aumentare gli eventuali costi di produzione o l'efficienza dell'apparato.
Fiduciosi, all'INL comunicano che sono "distanti pochi anni dai pannelli fotovoltaici di nuova generazione".
Speriamo bene... altrimenti li definirei dei cazzari epocali.

link

martedì 11 dicembre 2007

litroenergia


Alla MPK Co. la chiamano Litroenergy™ (Litroenergia, in italiano (?)). Si tratta di una tecnica per imprigionare all'interno di una vernice o di un materiale plastico delle microparticelle (Litrospheres™, Litrosfere (?)) che emettono luce.
Un bagliore continuo equivalente ad una lampadina da 20 Watt (ma quanta superficie? quanti lumen?... non è dato saperlo).
Le microsfere si possono mescolare con vari pigmenti per dare alla luce il colore desiderato. La loro vita è di dodici anni, non sono dannose per la salute perché non emetterebbero radioattività né raggi UV e avrebbero un costo di 0,25€ per una superficie di 20cm x 25cm (spessa 3mm).
Questo il riassunto del comunicato stampa.
Un'ipotesi plausibile di cosa si tratti è data in questo sito. Secondo quest'ultimo si tratterebbe di trizio, un isotopo radioattivo dell'idrogeno. I raggi beta emessi dal trizio colpiscono dei fosfori che poi danno la luce.
Il trizio ha un tempo di dimezzamento di 12 anni e mezzo (da cui l'indicazione precisa della durata del materiale) dopo di che, evidentemente, la brillantezza del materiale è solo la metà di quella originaria.
Le particelle beta sono, a dire il vero, pericolose per l'uomo, ma si possono bloccare con una semplice pellicola di plastica. La quantità di trizio presente nel materiale sarebbe comunque estremamente bassa da cui l'assoluta innocuità.
Anche l'intensità della radiazione luminosa non è altissima, non è una tecnologia top 100 (non rimpiazzerebbe l'utilizzo di fonti luminose quali led e lampadine), però il materiale ha un numero molto vasto di possibili usi, soprattutto per quel che riguarda la segnaletica stradale e la sicurezza al buio.

link

martedì 27 novembre 2007

mai più dentifricio

La giapponese Shiken Company e un ricercatore dell'Università del Saskatchewan hanno messo a punto uno spazzolino solare! La particolarità dell'oggetto è, non solo che deve essere "caricato" come una normale calcolatrice solare, ma anche che potrebbe eliminare per sempre l'uso del dentifirico.
Pare, infatti, che, grazie alla presenza di diossido di titanio, nell'uso si sviluppi una reazione chimica all'interno della bocca per cui placca e batteri verrebbero uccisi e quindi eliminati con le spazzole.
I dottori Kunio Komiyama e Gerry Uswak stanno ancora cercando il meccanismo per cui questo avvenga con la massima efficacia. Komiyama disegnò un primo modello di questo spazzolino 15 anni fa. Il diossido di titanio, colpito dalla luce, rilascia elettroni che reagiscono con gli acidi della bocca uccidendo la placca.
L'ultimo modello, il Soladey-J3X, è stato testato su una cultura di batteri di due tipi, quelli più dannosi per la salute dei nostri denti, e il risultato è stata la completa distruzione.
Ma se uno mangia aglio che fa? Gli toglie pure l'alitosi?

link

sabato 24 novembre 2007

topten.ch


Una guida (svizzera) ai prodotti migliori. Migliori dal punto di vista del risparmio energetico. Un sito che è una chicca.

lunedì 8 ottobre 2007

l'evoluzione del gps

In ogni momento puoi sapere la tua posizione:

"Dispositivo di posizionamento globale"

"Voi siete qui"

mercoledì 26 settembre 2007

geniale



Questi piani di lavoro sono fatti con vetro riciclato. Solo quest'anno, Vetrazzo ha trasformato più di 250 tonnellate di vetro riciclato in piani di lastre per l'arredamento!

Tutto il vetro utilizzato da Vetrazzo è riciclato e costituisce circa l'85% in peso del prodotto finale. La maggior parte del vetro proviene dalle campane cittadine per il riciclaggio. Il resto deriva dalla produzione industriale di finestre, piatti da cucina, bicchieri, cristalli delle auto, vetri difettati, materiale di laboratori, vetri provenienti dalla demolizione di edifici e perfino dai semafori non più utilizzati.

venerdì 21 settembre 2007

distributori giapponesi

di Michael I. Colwill, Kanteker's Craft. Michael ha vissuto in Giappone per un po' ed è rimasto affascinato dalla cultura e dalla tecnologia del Sol Levante

In Giappone i distributori automatici sono comuni tanto quanto i templi, le biciclette e i karaoke. Non è insolito vedere decine di macchinette allineate nella stessa via che possono vendere cose come bibite fredde o calde, fiori o riso.
Non si vede mai nessuno di questi distributori guasto o colpito da vandali.
Da dati dell'Associazione dei Fabbricanti di Distributori Automatici, in Giappone c'è un distibutore ogni ventitre persone.


immagine di Stefano


Un distributore di CocaCola cammina nei pressi della stazione di Shibuya, a Tokyo:


immagine di sanchome



Tracy Jones, nel suo articolo "Jidoohanbaiki - Japanese Vending Machines" la nascita dell'interesse per le jidoohanbaiki è iniziata con le Olimpiadi di Tokyo del 1964 in cui c'era la necessità di fornire molti e differenti beni ad un numero elevato di persone, tenendo conto della carenza di personale e di spazi.

Sul sito dell'Università della California di Los Angeles, Dipartimento Asiatico, "Two Minute Japan" si può vedere il primo distributore giapponese ufficiale, una macchinetta in legno, costruita nel 1904, che distribuiva francobolli e cartoline:




Di seguito, una raccolta di distributori automatici sparsi sul territorio giapponese:


immagine di Mac Kane




immagine di Mac Kane




immagine di Paul Vlar




immagine di Mac Kane



Il colore sulla banda che contrassegna la bibita indica se si tratta di bibita fredda (blu) o calda (rosso). E' uno standard per tutte le macchinette!


immagine di Ry Tweedie-Cullen



Negli uffici di Google:


immagine di Loren Baker



Molti distributori hanno accanto contenitori per il riciclaggio. In alcuni casi tali contenitori fanno parte del distributore stesso.


immagine di Mac Kane



Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in Giappone il 51% dei maschi adulti fuma (che è comunque meno di quanto fosse negli anni 80). Fumare, per le donne, è ancora considerato sconveniente. La percentuale è "solo" del 10%.


immagine di Paul Vlar



In Giappone ci sono 500mila distributori di sigarette. Sebbene sia vietato fumare per i ragazzi sotto i 20 anni, una statistica dei primi anni '90 indicava che il 44% dei giovani fuma. Un modesto metodo di prevenzione è lo spegnimento dei distributori nelle ore notturne.
Il Giappone ha una legislatura anti-fumo tra le meno severe al mondo. Ci sono pochissime aree per non-fumatori.


immagine di Doug Mann



Distributore di riso. Ogni sacco pesa dieci chilogrammi!


immagine di Doug Mann



Distributore di fiori. Sembra che gli impiegati giapponesi si attardino parecchio al lavoro e poi si fermino al bar con i colleghi. Quando e se riescono a tornare a casa hanno la possibilità di "addolcire" la moglie:


immagine di Doug Mann



Distributore di riviste erotiche:


immagine di SweetThaiThai



Distributore di intimo:


immagine di François Rejeté



Distributore di alcoolici. Come per le sigarette, anche l'alcool è proibito fino ai 20 anni. Come per le sigarette i distributori stanno chiusi dalle 23 alle 6.


immagine di Doug Mann



Talvolta visitatori stranieri si chiedono perché distributori di alcoolici siano immediatamente all'esterno di un negozio di liquori. Forse c'è un vantaggio. Fatto sta che nelle ore notturne sono chiusi entrambi.


immagine di Doug Mann



Distributore di batterie:


immagine di Doug Mann



Distributore di kerosene. Talvolta, nelle ore serali invernali, passano auto con l'altoparlante avvisando si spegnere le stufe a kerosene.


immagine di Doug Mann



Distributore di carta igienica:


immagine di Doug Mann



Distributore di ombrelli:


immagine di Doug Mann



Distributore di uova:


immagine di Sally Kernick



link: uno
due, tre, quattro e, su Flickr, cinque, sei

mercoledì 19 settembre 2007

beta gel

18 settembre 2007

Beta Gel è un gel siliconico creato dalla Giapponese Geltec Corporation. E' un miglioramento dell'Alpha Gel, un prodotto analogo della stessa Compagnia, usato per assorbire gli urti. L'Alpha viene utilizzato per le suole delle scarpe o per fare strati protettivi negli apparecchi radio portatili. Benché Alpha Gel sia efficace per assorbire le cadute, Beta Gel lo super assai, come dimostrato dall'esperimento in video.




Ecco la dimostrazione: viene buttato un uovo dal tetto di un edificio perché cada su un foglio di Beta Gel. 22 (-ventidue-) metri di caduta e l'uovo non si rompe!

link

giovedì 13 settembre 2007

rolly



SEOUL, Corea (AVING) -- Sony ha annunciato per il 29 settembre il lancio in Giappone del suo lettore portatile Rolly, un ovetto che contiene suoi altoparlanti e che si muove al ritmo della musica, grazie a delle ruote di gomma.

La memoria del nuovo lettore Rolly è di 1GB. Può riprodurre file MP3/AAC e ATRAC3/ATRAC3plus (standard Sony). La batteria di 1560 mAh assicura un funzionamento ininterroto di cinque ore.

Rolly ha un suono limpido e di qualità. L'uso è intuitivo e c'è la connessione Bluetooth. Il prezzo consigliato è 39800 JPY, cioè 250€ circa.

link